La scelta vegetariana per l’ambiente

muccaCiao a tutti!

Come ho già avuto modo di accennarvi, la scelta vegetariana, come quella vegana, è retta anche da ragioni di tipo ambientalista.
Quali? Presto detto!
Gli esseri umani sono gli unici che allevano animali al fine di cibarsene. Questi animali – che attualmente sono circa 3 miliardi (tra bovini, ovini e suini) – generati con l’unico scopo di finire sulla nostra tavola, vivono con noi sul nostro pianeta, consumando il nostro cibo e bevendo la nostra acqua.

Giusto per fare un po’ di conti, si stima che per produrre un chilogrammo di carne servano circa 15.000 litri di acqua (tra quella che bevono direttamente gli animali e quella che serve per produrre il loro cibo), mentre produrre la stessa quantità di cereali ne richiede circa 1.000 litri. Ma c’è di più. Gli animali trasformano in carne da consumare circa il 10% del cibo che ricevono. Il resto va semplicemente sprecato nel processo produttivo (come anche tutte le energie che vengono impiegate nell’allevamento).
Ora, ragionando un attimo, essendo le risorse terrestri sempre più scarse, non possiamo assolutamente permetterci di gestire tutti questi animali.

Per esempio, voi adottereste un cane se non aveste acqua e cibo a sufficienza per nutrire voi stessi? Sinceramente ne dubito. Quindi perché fare così con mucche, pecore, polli, maiali ecc.?
A quanto detto si aggiunge una piccola nota di colore: lo sapete che uno dei più grandi fattori che incrementano il buco nell’ozono è costituito dai “venticelli bovini”? Proprio così, i peti di mucca inquinano più dei gas di scarico delle automobili. Ecco che quindi mangiare vegetariano (o meglio ancora vegano) è un regalo che facciamo a noi stessi e alle generazioni future in termini di risorse ambientali disponibili.

Vi ho convinti? No? Allora che aspettate a lasciarmi un commento?
xxx
Didi

P.S. per un approfondimento sul tema, vi rimando alla lettura di due testi che mi sono stati di grande aiuto:

–        LA SCELTA VEGETARIANA, IL TUMORE SI PREVIENE ANCHE A TAVOLA, di Umberto Veronesi (Giunti 2011)

–        LA CUCINA ETICA, di Emanuela Barbero, Alessandro Cattelan e Annalaura Sagramora (Sonda, 2012)

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