INCI: come imparare a leggere gli ingredienti e non farsi fregare

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Ciao a tutti!

Quanti di voi, attratti dalla pubblicità, dal marchio di fiducia o dai consigli “esperti” di una commessa, si sono trovati ad acquistare prodotti costosissimi, deludenti e talvolta anche dannosi? A me personalmente è successo decine di volte. La ragione è semplice: per la fretta, per banale dimenticanza o per eccessiva fiducia nelle “promesse” della confezione ho dimenticato di controllare l’INCI.

Cos’è l’INCI? È l’elenco degli ingredienti del prodotto (International Nomenclature of Cosmetic Ingredients), che per legge deve essere sempre riportato sulla scatola o sulla confezione. Leggerlo, in realtà, non è affatto facile, ma se si imparano piccoli trucchetti e se si usano gli strumenti a nostra disposizione, diventa una cosa alla portata di tutti. Ecco quindi delle piccole dritte:

– gli ingredienti sono in ordine di importanza: per primo c’è quello presente in percentuale maggiore e per ultimo quello meno adoperato;

– gli ingredienti con nomi latini sono in genere naturali;

– tutti gli ingredienti che finiscono in -one (in particolar modo il dimethicone) e gran parte di quelli in -ane  devono essere evitati, in quanto contengono siliconi (sostanze inquinanti e che inibiscono la traspirazione della pelle);

– gli ingredienti contenenti le sigle PEG o PPG sono polimeri sintetici derivati dall’ossido di etilene; per questo motivo, sono spesso irritanti e potenzialmente cancerogeni;

– l’aluminium chloridrate e i sali di alluminio in generale (presenti principalmente nei deodoranti) sono potenzialmente dannosi, soprattutto per le donne, visto che favoriscono lo sviluppo del tumore al seno;

– tutti gli ingredienti contenenti formaldeide (presenti soprattutto negli smalti – in particolar modo in quelli indurenti – e nei prodotti per la stiratura dei capelli) sono cancerogeni; sono inoltre rischiosi i prodotti contenenti i cosiddetti cessori di formaldeide (cioè quelli che nel tempo tendono a rilasciare formaldeide), indicati  nell’INCI con le diciture Imidazolidinyl Urea e  Diazolidinyl Urea;

paraffinum liquidum, petrolatum e cera microcristallina sono derivati del petrolio, ostruiscono i pori e favoriscono la disidratazione della pelle (oltre ad essere inquinanti);

– sono da evitare, in quanto potenzialmente cancerogeni, i parabeni (indicati con le sigle metyl-, ethyl-, butyl-, propyl- paraben), dei conservanti spesso adoperati nella cosmetica industriale;

– tutti i coloranti (la cui sigla inizia con CI) che terminano con un numero dispari sono artificiali (attenti però anche al Carmine, di cui parlo in questo articolo);

– se si hanno problemi di acne o di pelli miste o impure, bisogna stare inoltre attenti al potenziale comedogeno degli ingredienti (per il quale vi rimando a questo articolo del blog Elli’s Cosmetics): più il potenziale è alto, maggiore è il rischio d’insorgenza degli odiati punti neri.

Siete confusi? Avete la testa piena di sigle e di punti interrogativi? Nessun problema! In nostro soccorso è infatti arrivato un noto chimico industriale, Fabrizio Zago, che al fine di favorire il consumo consapevole ha ideato un sito chiamato biodizionario, che potete trovare in questo link.

Nel sito che vi ho indicato sono stati classificati tutti i più comuni ingredienti (e anche molti meno comuni) nel seguente modo:

due pallini verdi=ottimo;

un pallino verde=accettabile;

pallino giallo=non totalmente ok, ma si può chiudere un occhio;

un pallino rosso=qualche problema (se ne sconsiglia l’uso a meno che non sia l’unico componente rosso o non sia alla fine dell’elenco);

due pallini rossi=inaccettabile.

Vi basterà pertanto controllare l’INCI sul biodizionario per comprendere se il prodotto che intendete acquistare (o che avete già acquistato) sia valido o sia un totale disastro.

Sempre nel biodizionario è poi possibile verificare quale sia la funzione dell’ingrediente, il che può essere d’aiuto, per i più esperti, per capire se il prodotto sia complessivamente efficace e ben formulato (è possibile che l’ingrediente, in sé ottimo, sia in realtà inutile per lo scopo che si vuole perseguire).

Chiaramente questi sono solo alcuni degli accorgimenti. Vi darò altre dritte nei prossimi articoli. Sono però convinta che, già leggendo queste righe, potrete comprendere cosa non vada nel vostro latte detergente iper costoso o nel vostro fondotinta super fashion che però, a conti fatti, non rispetta le promesse.

Se avete domande o questioni da segnalarmi, non esitate a commentare il mio articolo.

Ora vado: mi attende il classico tour de force natalizio. Dubito che ci sentiremo prima di Natale, quindi colgo l’occasione per fare a tutti i  migliori auguri di buon Natale e buone feste da parte mia e di Fukuro.

xxx

Didi

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