Il mio Ice Bucket Challenge

Ciao a tutti!
Oggi vi parlerò di un argomento diverso dal solito, ma che mi sta ugualmente a cuore.
Si è fatto un gran parlare in questi giorni dell’Ice Bucket Challenge, o, detto in italiano, della sfida del secchio di acqua ghiacciata. Vip e meno vip hanno infestato la rete con i video delle loro secchiate e sono scoppiate le inevitabili polemiche.
Ma qual è la ragione di tutto questo circo? Ebbene, si tratta in realtà di una cosa serissima.
Con questa campagna, partita dall’America e diffusasi in tutto il mondo, si è inteso richiamare l’attenzione dell’opinione pubblica su una terribile malattia (possibilmente dando il via a una catena di donazioni), purtroppo ancora poco nota.
Si tratta della Sclerosi Laterale Amiotrofica (nota anche come SLA o ALS), una malattia che attacca progressivamente i motoneuroni fino a inibire le più semplici funzioni vitali.
Chi soffre di questo morbo, pur conservando intatte le proprie facoltà cognitive, viene, di giorno in giorno, imprigionato dentro un corpo che non risponde più ad alcuno stimolo. Si perde prima l’uso degli arti, poi la facoltà di alimentarsi autonomamente, poi quella di respirare senza le macchine e infine quella di comunicare.
Di SLA, al momento, si muore: nonostante tutti i nuovi protocolli di ricerca, non si è ancora trovato il modo di sconfiggere o bloccare il corso della malattia. Anche le cause del morbo sono ancora ignote, nonostante molte siano le ipotesi prospettate sul punto.
Capirete, dunque, che la ricerca è fondamentale: se solo si potessero investire più risorse, potremmo riuscire a sconfiggere questa brutta malattia.
Perché, dunque, non prendersi una bella secchiata di acqua e non mettere una mano sulla coscienza e sul portafogli? In molti l’hanno fatto, tant’è vero che sul solo sito dell’ALSA sono stati raccolti, dall’inizio della campagna, oltre 88,5 milioni di dollari.
Potete aiutare anche voi la ricerca, donando sui siti www.alsa.org (associazione americana) o www.aisla.it (associazione italiana).
Negli stessi siti, se volete, potrete trovare informazioni ulteriori e più dettagliate su questa tremenda malattia.
Ovviamente anche io ho donato, in memoria di mio padre che purtroppo non c’è più, essendo morto di SLA nell’ormai lontano 2008.
Bene, so che questo post è stato lungo e pesante, ma, come potete immaginare, tengo davvero molto a questa causa.
Se siete arrivati fino alla fine, vi meritate il mio terribile video (è proprio il caso di dire che stavolta ci metto la faccia).
Buona visione!
xxx
Didi

 

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